Silvia De Nuccio, architetto e artigiana.


Vive e lavora in Puglia, nel Capo di Leuca, un territorio al margine, sospeso tra mare e campagne, dove il tempo sembra dilatarsi e il paesaggio custodisce memorie antiche di fatica e di resilienza.


Da sempre impegnata nei processi di rigenerazione urbana e di recupero del patrimonio rurale, intreccia la pratica professionale con una ricerca personale che affonda le radici nel luogo in cui abito: un Sud che resiste e si reinventa, un laboratorio di sperimentazione continua.



Accanto all’architettura, coltiva la passione per l’intreccio e il crochet, pratiche che interpreto come forme di artigianato radicale: un campo ibrido dove la manualità incontra la critica sociale, e la tradizione dialoga con l’innovazione. 
Gli accessori sfidano i canoni dell’artigianato tradizionale, esplorando materiali insoliti, tecniche miste e forme non convenzionali. 

Ogni oggetto nasce come gesto di resistenza alla produzione di massa e come atto di cura che mette al centro unicità, sostenibilità e lentezza.


Così, dal paesaggio del Sud e dalle sue contraddizioni, nasce un linguaggio che unisce memoria e sperimentazione, artigianato e pensiero critico, in una continua tensione verso nuove possibilità espressive.